Lontano da qui

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Lontano da qui

Parliamone con un film.

«Lontano da qui», la bellezza della poesia nella società assuefatta agli smartphone

DI GIANLUCA BERNARDINI

Da “Avvenire” 9.12.2018

Un film di Sara Colangelo. Con Maggie Gyllenhaal, Parker Sevak, Gael García Bernal, Anna Baryshnikov, Rosa Salazar… Titolo originale: «The Kindergarten Teacher ». Drammatico. Ratings: kids+13. Durata: 96 minuti. Usa, 2018. Officine Ubu.

«Anna è bella. Abbastanza bella per me. Il sole colpisce la sua casa gialla. È quasi un segno di Dio». Sono i versi di una poesia composta in maniera del tutto «naturale» dal piccolo Jimmy (il bravissimo Parker Sevak), un bimbo indiano di soli cinque anni che sembra possedere un talento straordinario per «la quinta arte». A scoprirlo la quarantenne maestra d’asilo di Staten Island che il piccolo frequenta: Lisa Spinelli (Maggie Gyllenhaal), una donna di mezza età, incompresa forse dalla vita e dalla famiglia dalla quale sembra in qualche modo allontanarsi, che si decide a frequentare, con poco frutto, un corso di poesia tenuto dall’avvenente Simon (Gael Garcia Bernal) che la sprona a ricercare sempre più se stessa. Lisa, però, spinta quasi da un’occasione di riscatto per se stessa, in barba alla sua deontologia professionale, per cercare di «incoraggiare» il bimbo, arriverà a mettere in atto azioni poco ortodosse.

Sara Colangelo, scrittrice e regista italoamericana, con «The Kindergarten Teacher» («Lontano da qui», vincitore del premio alla regia all’ultima edizione del Sundance Film Festival), un adattamento di «Haganenet», acclamato film israeliano di Nadav Lapid, mette in scena una storia che profuma non solo d’amore per l’arte poetica, ma anche una denuncia della società americana (ma non solo), «assuefatta da smartphone, videogiochi e pistole» – come lei stessa afferma – che sembra mettere in mora ogni cultura del bello. Un film a tratti inquietante, capace, tuttavia, di tenere alta la tensione e l’attenzione sul tema del riscatto. Quello che, purtroppo, sembra non arrivare mai nella vita. Un strozzato grido di dolore, dentro un amore appassionato per ciò che, in fondo, possa elevare l’animo e rilanciare, nonostante tutto, la capacità di sognare.

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