II Domenica di quaresima

635 270 Parrocchia San Fruttuoso

Siamo comunità, corpo di Cristo, sempre e comunque

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Sono quasi 50 anni che sono prete e che celebro l’Eucaristia. Mai avevo fatto questa esperienza di celebrare per giorni (stanno diventando tanti) senza la presenza del popolo di Dio.

Certo, sono preferito dal Signore perché comunque ogni giorno celebro la Messa; ma mi manca la carne della Comunità.

Continuo, ogni giorno, a fare la Comunione con Gesù; continuo ad offrire il sacrificio di Cristo per ciascuno di voi, per i malati, per chi soffre, per chi è perso nel non-senso, per i defunti delle vostre famiglie. Gesù c’è e c’è per me e per tutti. C’è sull’altare e nel tabernacolo. C’è nel cuore di ciascuno. C’è dentro questi strani e difficili giorni. Manca però l’esperienza viva della comunità, della Chiesa convocata che celebra il Suo Signore. Sto capendo di più una cosa che vi ho spesso detto. Cioè che la Chiesa, la Comunità cristiana, è il prolungamento della presenza di Cristo nel mondo.

Lui, Cristo, continua la Sua presenza così, attraverso di noi, Chiesa, Suo Mistico Corpo.

Per il Battesimo e ogni volta che riceviamo Gesù, noi siano fatti di Lui, noi diventiamo il Suo Corpo nella storia.

“Saulo, perché mi perseguiti?”, disse Gesù a Saulo mentre questi stava andando a imprigionare i cristiani. A pensare bene questa identità tra Gesù e la Chiesa, c’è da rimanere sconvolti.

La Comunità cristiana è proprio Cristo presente.

L’Avvenimento di Cristo permane nella storia attraverso la compagnia dei credenti, che diventa segno di Lui. Anche la nostra comunità, piccola scalcinata, fatta da peccatori come me, fatta dai vostri volti, dalle vostre famiglie, dai vostri figli anche disobbedienti, scontrosi, ma così teneri, …è proprio la continuità del Cristo presente.

Allora, il valore di questa compagnia che siamo è più profondo di quello che si vede: siamo emergenza del Mistero di Cristo che si manifesta.

Ecco perché sentiamo la mancanza della Messa, dell’Eucaristia, dello stare insieme.

Facciamo tesoro di quello che stiamo provando; ricordiamocelo, perché quando potremo ritrovarci, quando torneremo a celebrare insieme la Messa dev’essere una riscoperta di quello che siamo, Corpo di Cristo.

Intanto preghiamo personalmente, in famiglia e anche in Chiesa, che rimane aperta tutti i giorni.

La circostanza è dura, ma nel disegno di Dio è occasione. Se tutte queste misure restrittive messe in atto devono tendere a salvaguardare la salute nostra e degli altri, vuol dire che la vita è importante, è un dono. Se ci vengono chieste così tante limitazioni, forse ci è chiesto, e di più, che anche le nostre abitudini, superficiali devono cambiare.

“Convertitevi e credete al Vangelo” è il richiamo forte della Quaresima. Ritengo che non sia un caso che tutto questo stia coincidendo col tempo della quaresima. Non sciupiamo quello che sta accadendo. Siamo chiamati a mortificarci nell’esprimerci come popolo, ma non a ridurre quello che siamo, donne e uomini salvati e redenti dalla Pasqua di Cristo.

Stiamo attenti a non cedere al Nemico, il demonio: anche Lui ce la sta mettendo tutta per imbrogliarci, per staccarci da Dio; è il suo mestiere.

Ma noi abbiamo Gesù, il vincitore: “Vattene Satana!”. Lui è il menzognero che vuole incantarci con le sue promesse. Ma è solo per fregarci. Abbiamo tutte le armi per vincerlo. Soprattutto la preghiera.

Mi piace il Papa: costretto a restare a casa dagli esercizi spirituali, non molla la presa; li ha seguiti dal suo studio. È un’immagine bellissima. Stiamo tutti combattendo, ma la vittoria è certa: in Cristo vinciamo.

Ce lo ricordano, le letture di questa seconda domenica di Quaresima di Rito Romano: S. Paolo con decisione afferma:

Figlio mio, con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo

(2Tim. 1,8b)

Consapevoli che non siamo 

Cani perduti senza collare

(Cesbron)

ma siamo figli della promessa che Dio fece ad Abramo:

Farò di te una grande nazione e ti benedirò, renderò grande il tuo nome

(Gen. 12,2)

Certi che anche sul monte della nostra fatica, come sul Tabor, Gesù per noi preferiti ci farà vedere la bellezza dello stare con Lui: “è bello per noi stare qui” e ci aiuterà ad affrontare la vita: 

Alzatevi e non temete!

Don Eligio

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